A Zaporizhzhia ha riconosciuto i serbatoi di propano e corretto autonomamente la rotta: nel suo “cervello” un computer Nvidia. Tre civili uccisi
l drone arriva sulla stazione di servizio, riconosce i serbatoi di propano e sceglie dove colpire. Nessun pilota, nessun comando impartito all’ultimo momento. A decidere il bersaglio è l’intelligenza artificiale. È successo a Zaporizhzhia, dove un attacco russo ha ucciso tre civili, tra cui Tetiana Bubynets, studentessa di 19 anni.
A ricostruire quello che è accaduto è il New York Times, che ha analizzato i resti del velivolo senza pilota insieme a militari ucraini ed esperti di droni e informatica forense. Un’inquietante fuga in avanti nella guerra dei droni. Il velivolo era infatti programmato per dirigersi verso la stazione di servizio. Una volta arrivato nella zona, però, è entrato in funzione il sistema di riconoscimento visivo incorporato nel vettore. Il computer di bordo ha analizzato ciò che la telecamera vedeva, identificato i serbatoi di propano e modificato la traiettoria fino all’impatto.

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